Erika Cuomo - La storia dietro ECGEMLAB
Sono Erika, gemmologa e gioielliera. Ma prima di tutto, sono una persona che ha imparato a fiorire.
Provengo da una famiglia di gioiellieri e siamo alla quarta generazione. La tradizione è sempre stata in me di pari passo al bisogno di trovare il mio modo personale di viverla. La passione per la natura e gli animali mi ha guidata verso lo studio delle gemme: volevo scoprire l’anima viva delle pietre, portare colore e autenticità in un mondo spesso dominato dalle convenzioni.
Durante i miei anni di università ho portato avanti gli studi in gemmologia, diventando nel 2018 Graduate Gemmologist presso l’HRD di Anversa. Mi sono quindi iscritta nel 2022 nel ruolo dei Periti ed Esperti della provincia di Bari e BAT per la categoria gemmologia (n. 1513). Poi è arrivato quello che io chiamo “il temporale” – un momento difficile della mia vita che sembrava voler spazzare via tutto. Proprio in quel momento buio ho scoperto qualcosa di potente: “ognuno nasce due volte. La prima quando nasce da sua madre, la seconda quando incontra se stesso” (Gianfranco Calligarich, Passeggiate con i cani).
E da quel temporale che mi ha permesso di incontrare me stessa è nato ECGEMLAB con la filosofia del fiorire, che rappresenta il DNA del progetto. Ho riscoperto la lezione silenziosa dei fiori che mia nonna paterna custodiva con devozione quotidiana: mi hanno insegnato che la bellezza nasce dalla pazienza, che ogni stagione ha il suo tempo e che persino le difficoltà possono diventare nutrimento per crescere.
Oggi, con l’aiuto di mio fratello Ale che realizza ogni gioiello nel nostro laboratorio, creo pezzi che non vogliono essere solo belli da indossare ma portare con sé un significato e sostenere cause che mi stanno a cuore. ECGEMLAB non è solo il mio lavoro. È il mio modo di condividere la rinascita, la bellezza che fa del bene e l’idea che ognuno di noi può fiorire, a suo tempo e a suo modo.
Con passione e dedizione, Erika
A chi ha reso possibile questo sogno
I progetti non nascono da soli. Nascono dalle mani di chi ci crede prima ancora che esistano, da chi vede qualcosa che ancora non c’è e dice: “vai, io ci sono”. ECGEMLAB è nato così. Da un’idea che sembrava troppo grande, da un sogno nel cassetto che avevo paura di aprire. E poi sono arrivate le persone giuste, al momento giusto, e tutto è diventato possibile.
Mio fratello
Prima di tutti, c’è Ale. Mio fratello. ECGEMLAB esiste anche grazie a lui. Mi aiuta con la produzione, ma soprattutto ha fatto qualcosa che non era scontato: mi ha lasciato questo spazio. Uno spazio mio all’interno della nostra gioielleria, della nostra tradizione di famiglia.
Avrebbe potuto opporsi. Non l’ha fatto. Mi ha lasciato fiorire.
Gli sono grata per questa generosità. Per i consigli che vorrà darmi. Per avermi permesso di trovare la mia voce dentro la nostra storia, sapendo che ognuno di noi ha il suo cammino.
A te, Ale: grazie per avermi dato lo spazio per essere me stessa. Per aver capito che possiamo entrambi fiorire, ognuno a modo suo.
Le persone del progetto
Rossella, Ciro, Tiziana e Fabrizio sono stati i primi a credere in me, anche quando non ci credevo nemmeno io. Hanno visto il progetto prima che prendesse forma, quando era solo una pila di appunti e una voglia tremante di dare voce a qualcosa di nuovo. Mi hanno detto: “vai”. E quella parola, in quel momento, valeva tutto.
Annamaria è arrivata nelle fasi iniziali, quando tutto era ancora un cantiere aperto e io non sapevo da che parte cominciare. Mi ha accompagnata con gentilezza, dandomi l’ispirazione di cui avevo bisogno quando tutto sembrava troppo grande per me.
Poi c’è il team della gioielleria: Angela, Lucia e Sabrina. Loro hanno fatto qualcosa che non dimenticherò mai: hanno venduto i primi pezzi ECGEMLAB raccontando la filosofia del fiorire con una passione che sembrava loro, non mia.
E Riccardo, che con pazienza infinita e dedizione silenziosa cura tutta la parte video e grafica del progetto. Trasforma le mie parole in immagini che parlano, racconta con i suoi occhi quello che io sento nel cuore.
Quando la distanza è diventata crescita
Nel 2022 ho dovuto lasciare casa. Non è stata una scelta facile, ma a volte la vita ti chiede di andare per poter poi tornare migliore.
In quel momento, Giosuè e tutto il team PGGIOIELLI mi hanno accolto a Marcianise facendomi sentire a casa. Non si sono limitati a darmi un lavoro: mi hanno dato uno spazio dove crescere, dove essere me stessa, dove scoprire che potevo farcela.
Quell’anno lontano è stato un anno di scoperta. Mi ha insegnato che si può essere professionisti senza smettere di essere umani. Che un’azienda può essere una famiglia quando le persone scelgono di esserlo. A voi, Giosuè e Valeria e tutto il team PG: grazie. Per avermi accolta. Per aver creduto in me. Per avermi insegnato che si può ricominciare. Porterò sempre con me quello che mi avete dato.
I miei fiori
E poi ci sono loro. I miei fiori. Gli amici che mi hanno sostenuta durante il temporale, quando non sapevo che da quella pioggia sarebbe nato un giardino.
Pepi, con le nostre lunghe chiacchierate accompagnate dal vino buono. L’amico con cui le parole scorrono libere e il mondo sembra essere un po’ meno pesante.
Grazia, con il suo modo diretto e franco. Mi ha insegnato a prendermi cura di me con la stessa dedizione che metto nel prendermi cura degli altri. Mi ha ricordato che anche io merito attenzione.
Chicco, il mio migliore amico. Mi ha accolto senza mai giudicare. Ha capito che a volte non servono parole, serve solo esserci. Mi ha tenuto la mano senza fare domande e quello è stato tutto.
Raffi, mia compagna silenziosa dai tempi della scuola superiore. Ha dimostrato di esserci davvero, con una stima sincera che mi ha sostenuta anche quando io non credevo più in me stessa.
Fede, un’amicizia giovane ma forte e bellissima. La mia compagna di avventure pazze. Mi ha insegnato che prendersi cura di sé può essere anche divertente, che valorizzarsi è un atto d’amore.
Alessia, medico e amica. Ha saputo dirmi le parole giuste al momento giusto. Quelle parole che solo chi sa guardare dentro può trovare.
Lisa, mia amica preziosa. È stata la prima a parlarmi di armocromia: senza saperlo, ha piantato un seme che sarebbe diventato una parte fondamentale di ECGEMLAB.
Maria, la mia psicologa. Mi ha aiutata a ricostruirmi pezzo per pezzo, con una pazienza che mi commuove.
Claudia, la mia insegnante di Yoga. Mi ha insegnato a tornare a respirare. Letteralmente. A ritrovare il ritmo, a far pace con il mio corpo, a capire che posso fermarmi senza crollare.
Ognuno di voi è stato un petalo. Insieme, avete fatto sbocciare qualcosa che sembrava impossibile.
A voi
A tutti voi: grazie. Non per quello che avete fatto, ma per chi siete stati in quel momento per me. Per averci creduto quando era ancora tutto da costruire. Per aver seminato fiducia in un terreno che sembrava troppo fragile per fiorire.
Questo progetto è mio, ma esiste perché voi ci avete creduto prima di me.
ECGEMLAB non è solo un progetto di gioielli. È un giardino di gratitudine. E voi siete i suoi fiori più belli. 🌸